BE STUPID. Tra hastag e viralità

Questo obiettivo principale, come espresso anche in una riflessione pubblicata qualche giorno fa su Marketing Arena incentrata sul confronto tra la viralità rispetto alla qualità per quel che concerne i contenuti online, mi ha portato a pensare che, forse, Renzo Rosso ci aveva visto giusto un paio di anni fa.
Nel campo della comunicazione su internet e sui social media oggi come oggi la parola d’ordine è BE STUPID.
Anche se io non ne sono completamente convinto e tantomeno felice. Contando poi che il messaggio di Diesel era verso una diversa tipologia di “stupidità”. E, forse, la soluzione sta proprio qui. Nell’essere diversamente stupidi.

PS Durante la scrittura di questo articolo mi è venuta in mente una canzone del rapper Marracash che esprime benissimo questi concetti, secondo me. Ve la lascio qui di seguito. Un po’ come un “easter egg”.

Si parte

Ogni cosa si inizia di Lunedì. La scuola, le diete, la settimana, i progetti. Generalmente la vita comincia un Lunedì.
E così anche questo blog comincia un Lunedì. Il primo di Settembre. Tempo di rientri, anche se ormai le vacanze sempre più gente le fa “fuori stagione” e di una nuova fase che ci porterà fino al traguardo del nuovo anno.

Come sicuramente si capisce dal titolo questo blog si ispira al libro di Jacques Séguéla “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… Lei mi crede un pianista in un bordello”, pubblicato nel 1969. (Se non l’avete mai fatto, leggetelo).
Solo che, per rispecchiare la tendenza verso un lavoro di nicchia, sconosciuto ai più e che molti quindi disprezzano, bisogna passare dal pubblicitario al “social coso” (ci sono una miriade di versioni e titoli che iniziano con social; segno che forse nemmeno tra i professionisti c’è poi molta chiarezza sulle professioni legate al mondo di internet e dei social media).
E così come è cambiato il mestiere del comunicatore anche il peggior lavoro del mondo “che è pur sempre un lavoro” è cambiato e quindi si passa dal pianista in un bordello al Politico, vero oggetto di odio nazionalpopolare.

Di cosa parlerò in questo blog è presto detto. Comunicazione su internet ed i social media. Proponendovi le mie riflessioni e le mie esperienze; raccontandovi il mio personale viaggio dentro questo, per me, affascinante mondo.